Un sistema dinamico e delicato 

Se dall’alto la costa appare come una semplice linea che separa la terra dal mare, la sua natura è in realtà molto più complessa e dinamica: un’area di transizione tra ambiente continentale e marino, in continuo cambiamento, frutto di un delicato equilibrio tra erosione, trasporto e deposito di sedimenti.

Bisognerebbe quindi parlare di “sistema costiero”, un concetto più ampio e dinamico che comprende tutte le componenti che interagiscono tra loro lungo il litorale. Le coste, infatti, sono influenzate sia dai processi marini, come onde, correnti e mareggiate, sia da quelli terrestri, come l’evoluzione dei fiumi e le trasformazioni del territorio nel bacino idrografico retrostante. 

Erosione costiera: un fenomeno naturale amplificato dall’azione umana

Sebbene l’erosione costiera sia un processo naturale, legato alle dinamiche del ciclo dei sedimenti, le attività antropiche ne amplificano significativamente gli effetti.

L’erosione è un fenomeno che colpisce continuamente il nostro Paese, circondato dal mare e con oltre 7.600 km di coste. Ogni anno il problema riguarda sempre più spiagge e secondo i dati ISPRA sono 54 i Comuni con «alti tassi di erosione» delle coste, molti dei quali con valori superiori al 50%. 

Tra i fattori che incidono maggiormente sull’erosione costiera troviamo:

  • il ridotto apporto dei sedimenti al mare, dovuto alla regimazione dei corsi d’acqua e all’estrazione di inerti dai fiumi, che limitano il naturale rifornimento di sedimenti alle zone costiere.
  • Antropizzazione e irrigidimento dei litorali, con costruzione di porti, abitazioni e infrastrutture che interferiscono con i processi di trasporto e deposito dei sedimenti, creando uno squilibrio nel bilancio sedimentario delle spiagge.
  • La distruzione di ecosistemi naturali come dune e praterie di Posidonia oceanica riduce la capacità della spiaggia di trattenere i sedimenti, indebolisce l’equilibrio della spiaggia e aumenta l’instabilità complessiva delle coste.
  • Cambiamenti climatici, che determinano l’aumento del livello del mare, la diminuzione delle precipitazioni e la maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi.

Il prezzo da pagare è altissimo

I danni causati dall’erosione costiera non riguardano solo gli ecosistemi, ma hanno anche ricadute sociali ed economiche importanti, mettendo a rischio attività ricreative e produttive, gli insediamenti e le infrastrutture lungo il litorale. Circa un terzo di tutta la popolazione del mar Mediterraneo (all’incirca 150 milioni di persone) vive infatti lungo la costa e sono proprio le comunità costiere ad essere particolarmente vulnerabili. 

In Italia nei 2.660 km di costa alta, che nel nostro paese rappresentano il 32,5 % del totale, sono stati registrati oltre 4135 fenomeni franosi per una media di 1,55 frane per ogni km di costa. Lo vediamo con sempre sempre più spesso: i danni causati dall’erosione costiera comportano costi estremamente elevati e, in alcuni casi, anche vittime. 

Il Blue Economy Report 2023 stima che nell’UE le inondazioni costiere causano attualmente danni economici pari a circa 1,2 miliardi di euro all’anno, una cifra che corrisponde a circa un sesto del bilancio totale del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (EMFAF). E in assenza di adeguate misure di protezione, si prevede che l’impatto economico delle inondazioni aumenterà significativamente a causa del riscaldamento globale.

Secondo un rapporto dell’ISPRA, quasi un quinto delle coste italiane è ormai protetto da opere di difesa rigide. Solo sulla costa ferrarese la regione Emilia-Romagna ha stanziato ben diciannove milioni di euro per la difesa della costa con interventi, avviati o in fase di progettazione, che riguardano diversi fronti: dal ripristino degli argini a mare al rafforzamento delle scogliere, dalla ricostruzione delle dune ai ripascimenti delle spiagge.

Nature-based Solution per coste resilienti

Tra le soluzioni adottate per contrastare l’erosione costiera rientrano le opere di difesa rigide, come barriere frangiflutti, pennelli e muri di contenimento. Si tratta però di interventi spesso progettati su scala locale, riferiti a singoli tratti di litorale, senza considerare l’intera unità fisiografica in cui avviene il bilancio tra apporti e perdite di sedimenti.

Di conseguenza, se da un lato queste soluzioni hard possono risultare efficaci nel breve periodo e in aree circoscritte, dall’altro possono alterare la dinamica naturale della costa, trasferendo o addirittura amplificando i fenomeni erosivi in tratti di litorale anche distanti dall’area di intervento. 

Gli interventi di ripascimento rappresentano soluzioni più soft. Tuttavia, se da un lato contribuiscono ad aumentare temporaneamente il volume di sabbia della spiaggia, dall’altro il materiale aggiunto tende a disperdersi progressivamente, rendendo necessari interventi di ripristino periodici, con costi economici e ambientali non trascurabili. 
Proprio per questi limiti, sempre di più si stanno diffondendo altre tipologie di soluzioni Nature-based, che puntano a proteggere le coste rafforzando e ripristinando gli ecosistemi naturali. Ecosistemi costieri come i mangrovieti, le zone umide costiere, le dune sabbiose e le praterie di piante e alghe marine agiscono infatti come barriere naturali contro l’erosione, assorbendo l’energia delle onde e proteggendo la terraferma e le comunità costiere.

 

Sea the Change affronta il problema dell’erosione costiera insieme alle comunità locali, proponendo alle imprese progetti a impatto positivo per migliorare la salute delle coste. Tra questi il progetto “Poseidon”, per il ripristino di praterie di Posidonia oceanica e “barriera modulare antierosione”, già installata in diverse aree della costa pugliese con risultati molto promettenti. Agire con un approccio integrato è, ad oggi, la soluzione più efficace e resta valido un principio fondamentale: prevenire è meglio che curare. In questo senso gli ecosistemi naturali si confermano i nostri migliori alleati per costruire coste più resilienti e prevenire i danni dell’erosione costiera. Investire nella loro tutela e in una gestione sostenibile del sistema costiero rappresenta oggi la strategia più efficace e duratura nel tempo.

 

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