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La prima piattaforma che integra la tutela degli ecosistemi marini nelle strategie di sostenibilità aziendale.
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Un pilastro della blue economy
Che l’Italia sia una delle mete turistiche più conosciute al mondo, grazie al suo patrimonio storico, artistico e culturale, non è una novità. Ma con oltre 7.500 chilometri di coste, la nostra penisola è una destinazione di primo piano anche per il turismo balneare. L’italia, così come molti altri Paesi del Mediterraneo, punta molto su questo settore, che rappresenta oggi una componente strategica dell’economia italiana: genera 28,3 miliardi di euro di valore aggiunto e contribuisce a circa il 35,4% del valore aggiunto lordo della Blue Economy nazionale, coinvolgendo il 45,4% della forza lavoro del settore, con circa 266 mila occupati.
Dopo intensi mesi di lavoro a distanza, il progetto REMAR, finanziato dalla regione Emilia Romagna e realizzato in collaborazione con ISCOS Emilia-Romagna e Cestha, ci ha finalmente portati in Mozambico. E’ un progetto internazionale che ha l’obiettivo di contribuire allo sviluppo economico e sociale delle comunità costiere nel nord del Mozambico, attraverso un approccio integrato che combina la conservazione degli ecosistemi marini, la promozione della pesca sostenibile e la partecipazione delle popolazioni locali nella gestione del territorio. A giugno 2026 abbiamo partecipato alla missione sul campo, lavorando all’interno delle mangrovie, ecosistemi centrali per il progetto e da cui dipendono le attività economiche di intere comunità.
La biodiversità, intesa come ricchezza e varietà di organismi viventi sulla Terra, è fondamentale per il funzionamento degli ecosistemi. Ma il suo ruolo va ben oltre l’aspetto prettamente ambientale: la biodiversità sostiene servizi ecosistemici essenziali da cui dipendono economie, comunità e filiere produttive. Quando la biodiversità si impoverisce, anche questi servizi iniziano a venire meno. E con loro vacillano tutte le attività economiche che dipendono da un ambiente sano ed equilibrato.
Un sistema dinamico e delicato
Se dall’alto la costa appare come una semplice linea che separa la terra dal mare, la sua natura è in realtà molto più complessa e dinamica: un’area di transizione tra ambiente continentale e marino, in continuo cambiamento, frutto di un delicato equilibrio tra erosione, trasporto e deposito di sedimenti.
Un problema globale con particolarità locali
Una delle caratteristiche delle sfide ambientali, specialmente quando si parla di ambiente marino, è la loro dimensione globale. Ed è forse anche per questo motivo che molti problemi che oggi riconosciamo come evidenti e allarmanti, per molto tempo, troppo, sono stati ignorati. Si è voltato lo sguardo altrove, nascondendo la polvere sotto il tappeto o, in questo caso, la bottiglia di plastica sotto il mare.