Durante la triennale di “Economia Internazionale” presso l’Università di Padova ho partecipato al programma Erasmus+ scegliendo come meta la Turchia. Mi ha sempre affascinato ciò che più si allontana da quella che viene definita “comfort zone” e credo che per crescere sia necessario confrontarsi con ciò che non si conosce o con ciò che è in qualche modo diverso.

Questa esperienza mi ha aiutato ad ampliare la mia visione del mondo e mi ha fatto riflettere su ciò che realmente mi interessava fare nella vita. Quindi, tornato in Italia, ho svolto la tesi triennale nell’ambito dell’economia ambientale e mi sono successivamente iscritto al corso magistrale “Resource Economics and Sustainable Development”.

Durante gli studi ho svolto diversi lavori e ho sempre tenuto viva la mia passione per il basket, giocando e allenando, ma ho anche cercato di mettere in pratica ciò che studiavo sui libri partecipando attivamente alla lotta al cambiamento climatico.

Ho altre due passioni.

Amo la cucina, e stando ai miei commensali me la cavo anche piuttosto bene ai fornelli, in particolare quella ad impatto zero; infatti ho concluso il mio percorso di studi con un elaborato sulla nutrizione sostenibile.

La seconda è la moda, mi interesso di vintage, second-hand e brand sostenibili inoltre collaboro con un’associazione che si occupa di promuovere la moda e il design sostenibile attraverso l’arte, l’educazione e l’informazione.

Infine, oltre ad essere uno dei Co-founder di Sea the Change, mi occupo di educazione sociale e ambientale a livello scolastico.

Perchè Sea the Change?

Il mare per me significa vita e appena posso trascorro ore facendo snorkeling tra gli scogli, ammirando la flora e la fauna che ospita. Voglio continuare a vederlo in salute e voglio che le prossime generazioni possano godere della sua bellezza e della sua forza, per questo credo sia importante ciò che facciamo a Sea the Change.